Vetro

Il viaggio del vetro

Il vetro è riciclabile al 100%, per infinite volte

Poiché è composto soprattutto da sabbia silicea, largamente presente in natura, il suo riciclo permette un risparmio di materia prima; inoltre la fusione dei cocci di vetro avviene ad una temperatura dei forni più bassa permettendo così anche un risparmio di energia (circa il 20%) e minori emissioni. Nei centri di trattamento dedicati, come quello di A2A Ambiente ad Asti, vengono eliminati i materiali estranei ed i pezzi più piccoli (sabbia riutilizzabile in edilizia) filtrati attraverso setacci, successivamente i metalli con l’aiuto di elettrocalamite, e infine i corpi opachi (ad esempio i pezzetti di ceramica) individuati grazie a selettori ottici. Il vetro trattato diventa una materia prima seconda, pronta all’uso in vetreria, dove viene fuso a circa 1500° C. La colata viene tagliata in gocce e soffiata dalle macchine formatrici in appositi stampi, nei quali prende la forma del nuovo contenitore. Dalla stampa i contenitori vengono poi raffreddati e resi resistenti passando infine al controllo qualità finale.

Il riciclo del vetro in Italia

(dati CoReVe 2016)

  • 1,9 milioni di tonnellate di vetro raccolte (31kg/abitante)

  • 1,7 milioni di tonnellate di vetro riciclate • 3 milioni di tonnellate di materie prime risparmiate

  • 332 milioni di metri cubi di gas risparmiati (pari ai consumi delle famiglie di Genova)

  • 2 milioni di tonnellate di CO2 risparmiate.

Vetro

La ceramica, il cristallo e il vetro termico (pyrex) sono simili al vetro, ma non vanno raccolti insieme. Contengono sostanze estranee (ad esempio il piombo nel cristallo) o che si fondono ad una temperatura più alta del vetro. Se mescolati al vetro, rischiano di rimanere come corpi estranei all’interno del manufatto finale, rendendolo molto fragile.